65 anni dopo, l’auto di Gio Ponti diventa realtà (a Basilea)

In mostra al salone internazionale Grand Basel il prototipo della Linea Diamante, l’utilitaria del futuro immaginata da Ponti nel 1953

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Daniele Russo, courtesy Editoriale Domus

L’auto di Gio Ponti prende forma a Basilea: al nuovo salone internazionale Grand Basel il programma dal 6 al 9 settembre, è stato realizzato il prototipo della Linea Diamante, l’utilitaria del futuro immaginata dall’architetto e designer ­– autore di icone come il grattacielo Pirelli di Milano o la Superleggera –, mai costruita.

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Nel 1953, Ponti - aiutato dal suo collega Alberto Rosselli - concepì un'auto secondo principi non ancora applicati nel settore automobilistico.

Il punto di partenza di Ponti­ – che si fece aiutare dal collega Alberto Rosselli – era una forma aerodinamica a goccia, presto trasformata nella silhouette più rigorosa della Linea Diamante.

Era, nell’ottica di Gio Ponti, una reazione necessaria allo stile fossilizzato delle auto di quel tempo: forme grande e arrotondate, finestre piccole e interni bui.

Cui lui risponde con pannelli di carrozzeria e finestrini piatti, grandi aree vetrate per inondare di luce l’abitacolo, paraurti di gomma lungo tutto il perimetro e una riprogettazione della forma, per un’esperienza di guida “di qualità da linea aerea”.

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© Grand Basel
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© Grand Basel

Originariamente pensata per essere montata sul telaio di un'Alfa Romeo 1900 saloon car, la Linea Diamante di Ponti venne proposta anche alla Fiat, che rifiutò il progetto.

“L'idea giusta al momento sbagliato”, la definì Gio Ponti: vent’anni dopo, molte macchine avrebbero raggiunto i principi incorporati dall’automobile di Gio Ponti, come la Renault 16 della metà degli anni '60 o la prima generazione Volswaghen Passat uscita nel 1972.

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Daniele Russo, courtesy Editoriale Domus

Il modello dell’automobile di Gio Ponti che vediamo oggi in mostra al Salone dell’auto di Basilea è stato realizzato da un team di esperti guidato da Roberto Giolito, autore della versione attuale della Fiat 500 e responsabile dell'area Heritage del gruppo FCA, in collaborazione con Pirelli ed Editoriale Domus.

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Daniele Russo, courtesy Editoriale Domus

“Il design è architettura in movimento e questo brillante e arioso progetto è ancor oggi rivoluzionario. Ci è voluto del tempo per scegliere tra differenti documenti allo scopo di decifrare schizzi e studi. È stato fondamentale avere al lavoro le persone giuste, che hanno fatto da mediatori tra gli aspetti creativi e gli aspetti della produzione industriale. Portare un'auto da un semplice schizzo a un veicolo a dimensioni reali è uno lavoro notevole” racconta oggi Giolito.

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Daniele Russo, courtesy Editoriale Domus
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Daniele Russo, courtesy Editoriale Domus
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