La vasca da bagno che regge tutto il peso di Big Fish

In una delle scene più toccanti del film, Finney si immerge nella vasca da bagno vestito, seguito dalla moglie, altrettanto vestita. A reggere il tutto, quattro zampette di leone

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Courtesy Photo

Big fish, uscito nel 2003, è forse il più personale tra tutti i film di Tim Burton e uno dei meno stravaganti - per quanto gli è possibile, naturalmente: non a caso all'inizio il narratore avverte che molte delle vicende raccontategli dal padre non hanno senso e la maggior parte non è accaduta veramente.

Del resto, essendo Tim Burton, anche il cast del film Big Fish non è precisamente sottotraccia: Ewan McGregor, Danny De Vito, Helena Bonham Carter, Steve Buscemi, Marion Cotillard, una giovanissima Miley Cyrus e le vecchie glorie Albert Finney e Jessica Lange.

Proprio questi ultimi sono al centro di una delle scene più toccanti del film, quando il pesciolone Finney (il protagonista Edward Bloom nella seconda parte della sua vita) si sente appassire (l'originale è "drying out", ci siamo presi una licenza) e si immerge nella vasca da bagno vestito.

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Jessica Lange, che di strani bestioni se ne intende fin da quando faceva ammattire King Kong o Jack Nicholson (Il postino suona sempre due volte) sorride e si unisce a lui – altrettanto vestita. Ed è a questo punto che tocca ammirare la tenuta dei pedini della vasca da bagno. Ai presumibili cento chili di Finney più cento dell'acqua più cento della vasca stessa (...e stiamo bassi su tutto) si sono aggiunti i cinquanta della ex compagna del ballerino Baryshnikov. Almeno 350 kg, tenuti su da quattro zampette di questa vasca da bagno da appoggio.

Attrazione Fatale, Tomorrowland, Le verità nascoste, Inception, The nice guys, The fountain e altre pellicole che sarebbe lungo elencare (ma una menzione d'onore va ad Audrey Hepburn che in Colazione da Tiffany sega uno dei lati e ne ricava un divano). Nel cinema USA abbiamo visto spesso le cosiddette clawfoot tub, ma non ci siamo mai fatti troppe domande. Ma da dove vengono tutte quelle zampe?

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Nell'Ottocento, mentre nel vecchio West resisteva la grande tinozza, buona per i cowboy come per le dive da saloon, nelle città americane della costa atlantica (quella perbene) le vasche con piedini iniziarono a diffondersi la con la fama di vezzo europeo, e quindi elegante per definizione. Le zampette di queste vasche da bagno da appoggio le rendevano relativamente facili da muovere rispetto a quelle da posate a titolo quasi definitivo sul pavimento, in un'epoca in cui non era ancora agevole incassarle nella parete. Oggi che si può scegliere tra entrambe le varianti, gli americani continuano a sognare il modello quadrupede della vasca con i piedini, che alla sensazione di eleganza barocca aggiunge la possibilità di dimensioni più grandi – se si hanno bagni più grandi, ovviamente – e un vago senso di libertà, o quanto meno di minore incombenza della parete. Depongono a sfavore il fatto che potenzialmente, si bagna il pavimento letteralmente tutt'intorno, che piastrelle o parquet pagano dazio per acqua e peso, e che i tubi, dai rubinetti allo scarico, sono tutti a vista.

La cosa curiosa è quanto spesso i supporti siano modellati in forma di zampa di animale, moda importata nel Settecento nel mobilio europeo a imitazione di quello cinese. Agli artigli di drago orientali l'Europa aggiunse una propria variante leonina, e coerentemente negli Stati Uniti qualche produttore di vasche con i piedini volle ricordare l'aquila americana. Del resto si sa che il patriottismo eccessivo finisce sempre per sconfinare nel kitsch.

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