In Greek Street un'installazione sul design responsabile: The Art of Progress

Nella celebre galleria-studio di Soho diretta da Marc Péridis, protagonista è la progettazione etica. Dal 18 al 27 settembre

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Al numero 19 di Greek Street, nel cuore di Soho, c’è una tappa obbligatoria del London Design Festival 2015. Qui, nella sede dell’omonima galleria-studio diretta dal talentuoso Marc Péridis, va in scena dal 18 al 27 settembre The Art of Progress, un'installazione che racconta lo stile di vita basato sul design responsabile.

La residenza vittoriana, che dall’esterno sembra schiacciata tra i ristoranti del quartiere ma in realtà si sviluppa per 4 piani di altezza, ospita in questi giorni un caffè, un appartamento funzionale, una sala ricreativa per la lettura e una sala per la meditazione. Il tutto seguendo i temi della progettazione etica e della sostenibilità, come filo conduttore della scelta curatoriale.

Le sorprese cominciano all'ingresso con la Current Window progettata da Marjan van Aubel per Caventou, una speciale vetrina solare che ricarica i dispositivi elettronici. Il tempo di guadagnare un paio di tacche sulla batteria dello smartphone e si prosegue verso il Design Café al primo piano, dove si possono assaggiare i tè di Jing, o la polenta vegana del ristorante dietro l’angolo. Ancora una rampa di scale, in cui è d'obbligo tenere la sinistra come fanno gli inglesi, e si raggiunge l’Apartament of Progress in cui ogni pezzo ha una storia da raccontare. Dal materasso Nevern di Abaca in cotone organico al Thinkpad X250 di Lenovo, uno dei pc più sostenibili prodotti al mondo, ogni dettaglio invita le persone a ripensare il ruolo degli oggetti protagonisti della quotidianità.

Al terzo piano c’è la Lecture Room dove nella settimana del Design Festival si tengono talk con esperti di sostenibilità applicata ai vari campi della progettazione. Ogni seduta è un esperimento di recupero, a metà tra gioco, arte e funzionalità.

Infine, giunti nel sottotetto, ci si trova immersi nella candida Meditation and Mindfulness Room, dove c’è spazio per lezioni di Yoga, scioglimento dei Chakra, astrologia e altre attività che fanno bene allo spirito.

Con il suo approccio eclettico e sperimentale, lo studio conferma l’obiettivo di suggerire delle scelte di design che possano contribuire a migliorare il mondo in cui viviamo. «Non c'è bisogno di condividere la filosofia di 19 Greek Street per essere un buon designer – afferma Marc Péridis – ma di fronte alla scelta tra 'seguire la tradizione' e 'spingersi oltre i confini', vi esorto a rivalutare la vostra posizione [...]. Scegliere la sperimentazione significa diventare parte di una minoranza progressista e uno dei leader del cambiamento nel mondo».


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THE ART OF PROGRESS, LA MOSTRA SULLA PROGETTAZIONE E GLI STILI DI VITA ETICI. STRUTTURA DEL LETTO E TAVOLINO DI MUZZLE (PORTOGALLO) REALIZZATI IN DOKA, UN FORMA PREFABBRICATA RESISTENTE E LEGGERA IN GENERE USATA PER LE COLATURE DI CEMENTO. MATERASSO NEVERN DI ABACA (GALLES) IN COTONE ORGANICO E MOHAIR, REALIZZATO A MANO. VEGETABLE LIGHT DI PETER MARIGOLD; KNITWEAR DI CARLO VOLPI PER TENGRI.

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1141 TABLE DI RONA MEYUCHAS-KOBLENZ, KUKKA STUDIO. PER I TESSUTI E I RIVESTIMENTI 19 GREEK STREET SI AVVALE DELLA COLLABORAZIONE DI CAMIRA E EQUIPO DRT.

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NELL’AREA LIVING DELL’APARTAMENT OF PROGRESS LE SEDUTE DON’T INVENT BUT FIND DI MARKUS FRIEDRICH STAAB (GERMANIA).

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POLTRONE DI RECUPERO; LOW TABLE DI LIONEL JADOT (BELGIO), DI LEGNO CERTIFICATO FSC; TAPPETO BENI OUAIRIN MAROCCHINO D'EPOCA.

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CHAIR NO 15 DI ANDERS HAMMARSTRAND; SOFT CHAIR DI TOMAS LIBERTINY (PAESI BASSI) SPLIT SHELVES DI PETER MARIGOLD (LONDON); THINKPAD X250 LENOVO/TCO, CHE RISPETTA PARTICOLARI CRITERI DI RESPOSABILITÀ SOCIALE, ECONOMICA ED ECOLOGICA SECONDO L’ORGANIZZAZIONE NON-PROFIT TCO DEVELOPMENT.

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BEADS TABLE DELLO STUDIO DEFORM (LONDRA, REPUBBLICA CECA); TAZZE FATTE DI CHICCHI DI CAFFÈ RICICLATI DI JULIAN LECHNER E BICCHIERI REALIZZATI CON VECCHIE BOTTIGLIE DA UNA COMUNITÀ DEL GUATEMALA DI TORD BOONTJE.

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CONSOLE DI LIONEL JADOT (BELGIO) IN LEGNO DI RECUPERO E TUBI DI RAME SOTTILE. QUESTO PEZZO È PARTE DELLA PRIMA COLLEZIONE DEL DESIGNER, ESPOSTO IN ANTEPRIMA AL 19 DI GREEK STREET.

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L’ANGOLO DESIGN CAFÉ DOVE VENGONO SERVITI I TÈ DEL MARCHIO JING MEMBRO DELL’ETHICAL TEA PARTNERSHIP E IL CAFFÈ ETICO DEL VICINO BAR TERMINI. SULLA SINISTRA SEATING MACHINES BY NEIL NENNER.

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JOSIAH SPEAKER DI YAIR NEUMAN E KWAME FERREIRA PER NOT IMPOSSIBLE, IL PROGETTO/LABORATORIO DI DESIGN SOSTENIBILE FONDATO DALLA MODELLA LILY COLE.

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LA LECTURE ROOM AL TERZO PIANO DI 19 GREEK STREET. SEDIE DI RECUPERO DI TOMAS LIBERTINY; SCULTURA ART BY HUMAN NATURE DI LESLEY HILLING.

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LA MEDITATION AND MINDFULNESS ROOM ALL’ULTIMO PIANO. CUSCINI TARA ECO DELLO STUDIO 180 REALIZZATI IN MATERIALI ORGANICI ECO-FRIENDLY.

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PIATTI FORBIDDEN LAKES DI NOAM DOVER E MICHAL CEDERBAUM (ISRAELE).

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OLTREPASSANDO I CONFINI DELL’INTERIOR DESIGN, L’INSTALLAZIONE DI 19 GREEK STREET PROPONE ANCHE ARTE, MODA, CIBO E TECNOLOGIA SECONDO IL COMUN DENOMINATORE DELLA SOSTENIBILITÀ. IN FOTO DIVANO E POLTRONE DANESI DEGLI ANNI ’60 RIPORTATI IN VITA MEDIANTE RIVESTIMENTI ECOLOGICI.

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SNEAKERS DI LILY COLE REALIZZATE CON GOMMA DELL’AMAZZONIA E COTONE ORGANICO BRASILIANO PER SOSTENERE LE COMUNITÀ LOCALI.

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