Tutti i progetti più interessanti della Beirut Design Week 2018

Design&TheCity, il titolo dell'edizione 2018, ha portato in città progetti, installazioni ed eventi che dimostrano come il design può incidere sul cambiamento sociale attraverso azioni di governo mirate, inclusione sociale e giustizia ambientale. Ecco quelli che ci sono sembrati imprescindibili

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Il Libano, noto come il Paese dei Cedri vanta una settimana del design vulcanica e stimolante da ormai sette anni. La Beirut Design Week in effetti, ha sempre un grande riscontro nella capitale più sofisticata nel Middle East, che da diversi anni, accanto a quella tradizionale, ha visto crescere l’architettura contemporanea, coltivando il design autoctono, ma accogliendo al contempo le influenze straniere ( e che quest'anno sarà protagonista, con 6 designer selezionati, dell'edizione di settembre di Maison&Objet a Parigi).

Quest’anno il titolo della Design Week di Beirut, che ha avuto luogo dal 22 al 29 giugno era “Design & the City”: designer, progettisti e architetti sono stati invitati, assieme ad attivisti, opinionisti, scrittori, artigiani, ricercatori, imprenditori, professori e studenti e considerare il ruolo evolutivo e trasformativo del design in tutti gli aspetti della vita cittadina, dagli spazi pubblici agli interni di case private, uffici e luoghi di ricreazione.

Risultato? I designer e i creativi libanesi hanno dato forma a iniziative, esposizioni ed eventi interdisciplinari atti a dimostrare come il design può incidere sul cambiamento sociale attraverso azioni di governo mirate, inclusione sociale e giustizia ambientale.

Traendo ispirazione dai movimenti di base locali, la settimana del design di Beirut si è proposta quale piattaforma per proporre modelli sperimentali e inclusivi, per sviluppare un’ipotesi di esperienza urbana innovativa, che guarda all’avvenire.

Sono stati organizzati eventi per mettere in mostra opere, arredi, oggetti, utensili, linguaggi e processi in modo da riproporre una città concepita come sistema strutturale di valori condivisi all’insegna della tolleranza, dell’inclusione e dell’apertura mentale.

Le domande alle quali si è cercato di rispondere tramite le numerosissime iniziative svoltesi durante la Beirut Design Week 2018 seguendo il fil rouge di “Design & the City” hanno riguardato il cambiamento sociale, l’ambiente, l’impiego equo e solidale delle risorse, la governance, ossia come architetti e urbanisti possano incidere sulle decisioni del governo nella ricostruzione di una città post-bellica, e l’accesso, per trovare soluzioni realmente smart capaci di venire incontro alle richieste di cittadini con esigenze specifiche (disabili, donne, anziani e bimbi).

Con oltre 25.000 visitatori e più di 150 eventi nelle svariate location metropolitane, anche l'edizione 2018 della Beirut Desgin Week ha suscitato grande interesse nel pubblico nazionale e internazionale, esponendo il meglio del design libanese e globale ed evidenziando la creatività e lo spirito imprenditoriale di questa terra ricca di tradizione e cultura.

Ecco i progetti più interessanti, e lo spirito della design week di Beirut, raccontato per immagini.

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Indipendent Beirut
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La mostra Indipendent Beirut guarda con determinazione al futuro puntando i riflettori sui designer regionali emergenti, i cui lavori catturano il carattere, la portata e lo spirito creativo del Libano moderno.

Concepita dalla nascita delle Design Week come piattaforma che offrisse ai creativi indipendenti la possibilità di raggiungere un pubblico più ampio, l'edizione di quest'anno è una collaborazione tra la galleria digitale e piattaforma di e-commerce danese Adorno e la società di produzione locale Fabraca Studios .

Una selezione delle opere esposte quest'anno a cura di Ghassan Salameh, Managing & Creative Director della BDW, costituiranno la "Beirut Collection", la prima collezione di design di Adorno dedicata a Beirut.

Stratagems
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La collezione in marmo di tavoli, lampade e scaffali della designer franco-libanese Carla Baz è stata esposta nella Joy Mardini Design Gallery .

Intitolata Stratagems, la collezione è allo stesso tempo un elogio del marmo e un'esplorazione audace del suo potenziale.

Lavorando con una vasta gamma di tonalità di marmo, Baz trasforma la materia primitiva in forme organiche, lisce, dallo spessore minimo, evidenziandone la fragilità e la delicatezza.

I tavolini sono rivestiti con uno strato di resina colorata, che semba una pozza liquida sulla superficie.

Local Industries
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Una villa modernista degli anni '30 ha ospitato i prodotti di Local Industries, azienda fondata a Betlemme nel 2011 dagli architetti palestinesi Elias e Yousef Anastas.

Le collezioni combinano il design moderno con l'artigianato palestinese nel tentativo di promuovere gli artigiani locali e di esplorare le sinergie tra progettazione e produzione.

Urban Hives
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Il progetto Urban Hives di Nathalie Harb è un prototipo che mira a creare spazi verdi sopra i parcheggi.

Costruita con le impalcature, un elemento onnipresente a Beirut, la struttura, dipinta di un turchese brillante, è sormontata da un piccolo giardino sotto il quale le auto possono parcheggiare all'ombra.

Between a thought and another
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L'installazione Between a thought and another è una panchina rotante di BePublic, un progetto degli studenti di architettura AUB del 3 ° e 4 ° anno.

Situata di fronte a un mini centro commerciale, in una piccola piazza che un tempo era utilizzata come parcheggio, la panca-fioriera può essere ruotata per indicare una delle settanta iscrizioni incise su una cornice metallica a terra, ognuna corrispondente a un negozio nelle vicinanze.

Un progetto che, oltre a sottolineare la relazione interdipendente tra spazio pubblico e privato, racconta il legami del commercio con il vicinato e offre un parco giochi sui generis ai bambini.

Blocksfinj
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Con il suo brand Blocksfinj Chrystèle Karam crea mobili, accessori e oggetti in schiuma poliuretanica con un processo che a lei piace definire "artigianato industriale".

Gli esperimenti con nuove tecniche di produzione e combinazioni di materiali realizzati nella fabbrica di famiglia appena fuori Beirut hanno dato forma alla sua seconda collezione, Bonding Blue, realizzata con una schiuma che simula il terrazzo prodotta con scarti di lavorazione.

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